I DEX perchè esistono – il caso Cryptobridge

Nell’ultimo mese abbiamo assistito ad un aumento importante del market cap delle crypto. Questo è conseguenza del numero di utenti sempre maggiore che
si approccia al mercato ed alla innovazione tecnologica e sociale proposta da questo mondo.

Alcuni exchange dichiarano di aver ricevuto richiesta iscrizione pari a circa 100K utenti al giorno. Questo ha mandato in crisi tutti gli exchange obbligandoli a chiudere le iscrizioni ed ad aggiornare i loro sistemi server. Ovviamente tutto questo ha causato e continua a causare malfunzionamenti nelle varie piattaforme, come ad esempio wallet bloccati per aggiornamenti che quindi ne limitano l’operatività su di essi.

Come se non bastasse, come dichiarato da Stati Uniti, a partire dal primo gennaio 2018 verranno applicate nuove tasse sui siti che offrono lo scambio tra criptovalute. Per ora riguardante solo exchange americani su clienti americani.

Tutto questo ha portato in auge i sistemi di exchange decentralizzati.

Questi sistemi sfruttano in modo molto intelligente il concetto di sistema distribuito. Inoltre applicando una sorta di smart contract al sistema di gestione del trading , vengono applicate le fee sulle transazioni ( fee classiche ) che risultano in emissione di cripto moneta legata al sistema distribuito stesso.

Questo significa che il sistema di exchange distribuito lega il suo funzionamento alla “emissione” di una sua criptomoneta che viene utilizzata per alimentare il sistema exchange stesso.
Quindi chi vuole operare su un DEX ( Decentralized EXchange ) paga una commissione in valuta relativa al medesimo exchange che a sua volta sarà scambiabile sui mercati cripto.

Prendiamo un caso che sto seguendo con un certo entusiasmo.

CryptoBridge link https://crypto-bridge.org/ e https://bridgecoin.org/ – il sistema si propone di eliminare il Single Point Of Failure tipico degli exchange tradizionali. Infatti il sistema è completamente decentralizzato. Per raggiungere questo scopo tutti i depositi, prelievi ed operazioni di trading vengono inserite in una blockchain pubblica. blockchain che vive con la sua cryptomoneta denominata Bridgecoin ( BCO ) link https://coinmarketcap.com/currencies/bridgecoin/

Una delle cose interessanti di Bridgecoin oltra al fatto di essere minabile è che il sistema decentralizzato incentiva con alcuni bonus il Proof of Stake della moneta BCO.


Quindi se decidete di utilizzare questo DEX e volete tenere qualche Bridgecoin, potrebbe essere interessante attivare il Proof of Stake che vi garantisce una percentuale  del dividendo dei payout sulle transazioni BCO

Le politiche previste sono:
Proof Of Stake di 3 Mesi = 20%
Proof Of Stake di 6 Mesi = 50%
Proof Of Stake di 12 Mesi = 100%

Quindi è come invitare tutti a partecipare attivamente, nel pieno concetto di collaborazione, redistribuzione ed efficienza

 

[update 02/02/2018: 4° staking payout per gli stakers BridgeCoin (BCO) ]

 

Per tutte le informazioni visitate i link sopra riportati e per qualsiasi chiarimento siamo a disposizione.

 

 

Alessandro Bolgia

Mi occupo di tecnologia e consulenza, in particolare Open source a partire dal 2004.
Tutto il mondo deve beneficiare della tecnologia, l’open source è condivisione, collaborazione, innovazione.

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Alessandro Bolgia

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