Le 10 cose da sapere sulle Blockchain

  1. NASCITA

Una blockchain è fondamentalmente un registro aperto e distribuito che può memorizzare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente. Una volta scritti, i dati in un blocco non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso, il che, per la natura del protocollo e dello schema di validazione, necessiterebbe il consenso della maggioranza della rete.

Le prime teorizzazioni si sono sviluppate all’interno del movimento Cypherpunk

ma la prima implementazione funzionante di una blockchain distribuita, opensource e p2p è attribuita al progetto Bitcoin, nato e sviluppato a partire dal white paper del 2008 “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” a firma dello pseudonimo Satoshi Nakamoto. [https://bitcoin.org/bitcoin.pdf] Questa anonima persona o collettivo, a ben guardare, non inventa alcuna nuova tecnologia ma unisce in maniera geniale, come mai prima di allora, tecnologie esistenti e consolidate. Lasciando il suo lavoro opensource (con codice aperto) pianta un seme che centinaia di sviluppatori hanno la possibilità di coltivare e modificare senza alcuna restrizione. In questo modo sono nati e stanno nascendo migliaia di progetti paralleli.

 

  1. PUBBLICA VS PRIVATA

Oggi esistono innumerevoli blockchain pubbliche ma anche private. Possiamo fare un parallelismo più familiare paragonando la rete internet ad una blockchain pubblica, ed una rete intranet ad una blockchain privata. Quando una azienda crea una blockchain privata, ad esempio per il settore finanziario, gli sviluppatori possono sacrificare parte della trasparenza tipica delle blockchain pubbliche (quindi senza il controllo di un ente centrale) ad esempio per rendere le informazioni limitate per alcuni soggetti, aumentando la privacy. Una blockain privata può anche rendersi necessaria, in questa fase, per aumentare l’efficienza di una blockchain distribuita, che dato l’embrionale livello di sviluppo delle blockchain p2p fatica a coniugare la velocità con la sicurezza e la traparenza.

 

  1. EFFICIENZA

Chi afferma che le blockchain come le vediamo oggi possano sostituire tutti i sistemi a database centralizzato pecca in ottimismo. Oggi le reti blockchain come quella di Bitcoin Core non gestiscono più di 7 operazioni al secondo, infinitamente inferiori a quelle di un sistema centralizzato. Nuovi sviluppi futuri permetteranno di aumentare questi valori, come ad esempio le cosidette sidechain: ulteriori blockchain più efficienti nell’elaborazione di determinate transazioni, collegate come sovrastruttura ad una blockchain principale che ne garantisce l’integrità.  Sebbene non siano totalmente indipendenti come la blockchain principale, questi strumenti potranno trovare innumerevoli ambiti di utilizzo, portando ad un nuovo livello di efficienza questa tecnologia, che ricordo essere molto giovane ed in fase di totale sperimentazione.

 

  1. ADOZIONE

Lo sviluppo di queste tecnologie è solo all’inizio, e sempre sfruttanto la storia passata di internet possiamo immaginare l’adozione delle blockchain come l’internet di 20 anni fa. Stime approssimative (per la difficoltà di quantificare puntualmente i sistemi e le reti psedudoanonime e distribuite) vedono l’adozione delle blockchain in non più dello 0.5% della popolazione mondiale, mentre oggi internet è utilizzata da circa il 50% della popolazione mondiale. Le stime di adozione futura sono concordi nell’immaginare una rapida e capillare adozione di scala.

 

  1. BLOCKCHAIN OLTRE LE CRITTOVALUTE

Non sorprende che la recente popolarità delle blockchain sia andata di pari passo con l’aumento del valore del mercato delle crittovalute. Tuttavia garantire la trasparenza necessaria per un sistema di pagamento, senza il controllo di un ente centrale in cui le parti devono riporre reciproca fiducia, non è l’unica applicazione delle blockchain. Una blockchain può essere utile ad esempio anche per aumentare la trasparenza dei sistemi bancari, del voto, per rendere immutabili registri sensibili di ogni tipo, dall’anagrafe al catasto, oppure ancora per difendere brevetti o il diritto d’autore.

 

  1. BLOCKCHAIN E SMARTCONTRACT

Una blockchain consente anche di archiviare digitalmente e permanentemente una informazione digitale e alcune blockchain sono state pensate per poter includere del codice eseguibile: una sorta di contratto programmabile, in cui la fiducia è riposta nel codice. Il codice può essere pensato in modo tale da iniziare quello per cui è programmato quando si inseriscono le chiavi crittografiche, quindi una prova incontestabile della volontà delle due o più parti a procedere accettando le predeterminate condizioni del programma. Questa tecnologia si chiama Smartcontract ed apre ad una sterminata possibilità di utilizzi aziendali e non solo.

 

  1. BLOCKCHAIN E SICUREZZA

Le blockchain sono basate su sistemi già ampiamente utilizzati e, attualmente, ritenuti sicuri per la statistica improbabilità di essere violati. La stessa crittografia che protegge i dati delle blockchain è utilizzata quotidianamente su tutti i sistemi di cifratura a cui ci affidiamo per le comunicazioni o, per fare un esempio, per la posta elettronica certificata PEC. Nelle blockchain più consolidate come quella di Bitcoin, un attaccante malevolo non sarebbe statisticamente in grado di modificare il dato contenuto in una blockchain nemmeno se, utopicamente, venisse in possesso di tutta la potenza di calcolo mai prodotta dall’umanità. Diversi aspetti sulla sicurezza di blockchain più giovani e sperimentali sono oggetto di dibattito. Molto più critica la gestione della responsabilità dell’utilizzatore nella gestione delle chiavi private che assegnano a ciascuno la paternità del dato e del patrimonio nel caso di una blockchain pensata appositamente (o di riflesso come la rete Ethereum) per lo scambio di valore attraverso la crittovaluta ad essa collegata.

 

  1. BLOCKCHAIN E INVESTIMENTI

Il fascino della blockchain aumenta esponenzialmente tra gli investitori e i grossi colossi dell’informatica e non solo. Molti venture capital stanno investendo fondi con determinata convinzione, sicuri delle convergenti analisi di molti istituti di ricerca che vedono i bitcoin e la blockchain trainare l’economia globale e il cambiamento sociale dei prossimi anni. I capitali confluiti in società che sviluppano business legati alla blockchain sono anno dopo anno in crescita e tutti i grossi colossi dell’informatica, della finanza, e più in generale del cosiddetto “Internet of things” stanno stanziando milioni nella ricerca applicata a questo nuovo paradigma tecnologico.

 

  1. NON SOLO BLOCKCHAIN

IOTA ad esempio usa il Tangle, che è un protocollo software basato su grafici aciclici diretti e visceralmente diverso dal protocollo blockchain. L’innovazione del Tangle è che le transazioni vengono processate in parallelo, il che permette a IOTA di scalare in maniera direttamente proporzionale alla crescita del network. In IOTA non esistono il mining e i blocchi, quindi le transazioni del Tangle vengono confermate in maniera asincrona. Il Tangle è programmato ternariamente, ed è quindi molto più efficiente delle applicazioni binarie.

In ogni caso IOTA non punta a rimpiazzare completamente le applicazioni Blockchain, piuttosto può concorrere all’espansione dell’attuale ecosistema svolgendo il ruolo di oracolo per piattaforme di smart contracts come Etehreum e Rootstock.

 

  1. NEL FUTURO?

Per quanto la prima blockchain Bitcoin abbia oramai 10 anni, l’evoluzione della tecnologia migliorerà ancora e buona parte dei funzionamenti ad oggi conosciuti, cambieranno. Altre tecnologie faranno la loro comparsa. E’ quindi facile credere che la blockchain e più in generale, i sistemi distribuiti (DLT) troveranno una larga adozione.

 

Daniele Pregnolato
Divulgatore Bitcoin
Meetup Bitcoin Bologna
BTC association – Blockchain Technology CriptoCurrency
https://twitter.com/danpregnolato

 

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