Wyoming: legge per riconoscere le criptovalute come denaro

Il Senato dello stato americano del Wyoming – tutti pronti 😉 – ha approvato una proposta di legge che definisce la criptovaluta come proprietà e stabilisce regole che prevedono anche la possibilità per le banche di fornire servizi di cripto-custodia.

Il disegno di legge definisce i beni digitali come proprietà (Senato del Wyoming 28/1/19). Classificati in “beni digitali, inclusa criptovaluta, come proprietà legale“.  Inoltre, “La criptovaluta sarebbe soggetta ad alcune delle stesse regole del denaro, espandendo le leggi esistenti”, ha descritto il Wyoming Tribune Eagle (ma che, dall’entrata in vigore del GDPR, non puoi leggere… navigando con IP europei – leggi qui alcuni perchè, in inglese)

Si fa notare che “la legislazione” è una delle proposte finalizzate ad attirare nuove società tecnologiche”

The “SF0125 – Digital assets-existing law“, sponsorizzato dalla senatrice Tara Nethercott, stabilirà i diritti di proprietà per i possessori di criptovaluta e di altri “beni virtuali” in base al diritto commerciale, chiarendo lo status giuridico del denaro digitale. Questo aiuterà anche le banche, a detenere tali beni in sicurezza.

“Aggiunge valore e legittimità alla valuta dando alle istituzioni finanziarie e alle imprese la possibilità di usarle in modo più flessibile in modi con cui hanno già familiarità”, ha spiegato Nethercott.

La legge è stata introdotta il 22 gennaio 2019. Approvata la prima lettura il 29 gennaio, la seconda lettura il 30 gennaio e la terza il 31 gennaio. È stata presentata alla Camera dei rappresentanti dello Stato il 1 febbraio.

Definizione degli asset digitali come proprietà

La legge classifica le risorse digitali secondo le leggi esistenti del Wyoming come “proprietà all’interno del Codice Uniforme Commerciale (UCC)”.

 

Un asset digitale è definito come “una rappresentazione di diritti di proprietà, economici o di accesso archiviati in un formato leggibile dal computer, e include beni digitali del consumatore, titoli digitali e valuta virtuale.

 

La valuta virtuale viene anche definita come risorsa digitale cioè “usato come mezzo di scambio, unità di conto o riserva di valore; e … non riconosciuto come moneta a corso legale dal governo degli Stati Uniti. “

Valuta virtuale come denaro per le transazioni garantite

Le risorse digitali sono classificate in tre categorie: beni digitali del consumatore, titoli digitali e valuta virtuale.

Il disegno di legge si riferisce all’articolo 9 dello statuto del Wyoming (titolo 34.1) che elenca le regole relative alle “transazioni sicure”. “I beni digitali del consumatore sono proprietà personali immateriali e devono essere considerati beni immateriali generali”. Allo stesso modo, ai fini degli articoli 8 e 9 dello stesso codice, “I titoli digitali sono proprietà personali immateriali e devono essere considerati titoli.

Infine, secondo il disegno di legge: La moneta virtuale è proprietà personale immateriale e deve essere considerata denaro!

Servizi di custodia

Il disegno di legge autorizza anche “interessi di sicurezza in risorse digitali“, stabilisce “un quadro di adesione per le banche a fornire servizi di custodia per la proprietà di beni digitali come custodi diretti” e specifica “standard e procedure per i servizi di custodia ai sensi di questo atto.” Inoltre, il disegno di legge afferma che “I tribunali del Wyoming avranno giurisdizione per ascoltare le richieste sia in legge che in azioni relative alle risorse digitali“.

Il Wyoming Tribune Eagle ha spiegato che (ma ti ricordo che dall’entrata in vigore del GDPR, non puoi leggere… navigando con IP europei – leggi qui alcuni perchè, in inglese) il disegno di legge “consentirebbe alle banche di detenere beni digitali in sicurezza”, aggiungendo che “mentre i clienti non possono depositare bitcoin in banca, possono conservarli da loro, in quanto proprietà”.

Sperando che la proposta passi in via definitiva, spero anche per l’Italia… sarebbe una grande opportunità leggere anche qui da noi, analoghe intenzioni.

Stay tuned 😉

 

 

 

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