Criptovalute per tutti. I bitcoin arrivano nella provincia italiana –

Criptovalute per tutti. I bitcoin arrivano nella provincia italiana Cosa sono i Bitcoin e chi potrebbe essere Satoshi Nakamoto, il programmatore che, subito dopo aver inventato la più famosa criptovaluta, è scomparso nel nulla? Martino Seniga ha incontrato alcuni dei giovani programmatori che proseguono il lavoro di Nakamoto ed ha visitato la Bitcoin valley di Rovereto nel trentino, dove i Bitcoin sono utilizzati per mangiare una pizza, prendere un aperitivo al bar o fare il pieno alla macchina.

04 MAGGIO 2017 Secondo lo scrittore ed esperto di sicurezza informatica Alessandro Curioni il giro di affari delle criptovalute, le monete virtuali che vengono scambiate sul web, si aggira intorno ai 13 miliardi di dollari. In realtà di questi 13 miliardi solo 500 milioni non sono in Bitcoin. I Bitcoin sono infatti la più nota ed importante criptovaluta e l’unica che viene utilizzata a livello globale dal 2009. Qualche tempo prima Satoshi Nakamoto, il nome dietro a cui si nasconde l’inventore o gli inventori di Bitcoin, aveva pubblicato su internet un documento intitolato “Bitcoin: una moneta elettronica distribuita sulla rete”. Nel documento veniva proposta, per la prima volta, la tecnologia informatica del Blockchain o catena dei blocchi, un sistema critografico che utilizzando lo scambio di informazioni (Peer to Peer) all’interno della rete internet garantiva la non falsificabilità e immutabilità di un record informatico inserito nella Blockchain. Ovviamente il primo utilizzo a cui si è pensato per questo tipo di tecnologia è stato quello finanziario. Chiunque esegue una transazione motenaria utilizzando la blockchain di Bitcoin è sicuro di 2 cose: nessuno può appropriarsi in modo indebito dei suoi soldi e l’operazione finanziaria avviene nel più completo anonimato. Oggi i Bitcoin sono utulizzati da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo e anche in Italia esistono paesi e città in cui è possibile utilizzare i Bitcoin come moneta corrente, anche per fare la spesa o pagare un taglio di capelli. Marco Amadori, amministratore delegato della società Inbitcoin, ci spiega perchè secondo lui il sistema delle blockchain potrebbe affiancare e sostituire le banche nella gestione del denaro dei cittadini. –
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