Effetto dei derivati sul mercato delle criptovalute

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Se il prezzo di bitcoin non sale, la colpa è dei derivati ?  Analizziamo le ragioni.

Articolo a cura di Ivan

Prima di valutare l’impatto dei derivati sul mercato delle criptovalute, passeremo un piccolo riassunto sull’argomento “Che cosa sono i derivati?“, quindi valuteremo il loro impatto sul mercato e scopriremo se è possibile manipolare i prezzi grazie a questo strumento finanziario.

Cosa sono i derivati ?

Ebbene i derivati sono strumenti finanziari derivati o contratti in base ai quali i partecipanti hanno il diritto o si impegnano ad eseguire determinate azioni, in relazione all’attività sottostante. Semplifichiamolo. L’asset sottostante nella coppia BTC/USD è bitcoin. Il derivato altro non è che un contratto che ti obbliga a vendere ad un altro membro BTC, per USD, non appena hai premuto il pulsante “Vendi” sullo scambio.

Qualsiasi transazione con bitcoin (asset di base), ad eccezione dello scambio reale di bitcoin per dollari, e ritorno, viene chiamato  trading dei derivati, mentre lo scambio istantaneo di un asset, per un altro, è chiamato spot trading.

A differenza dei contratti spot, dove si può guadagnare sulla crescita di cambio semplicemente acquistando bitcoin, i derivati consentono di guadagnare sia sulla crescita che sulla caduta. Vendendo bitcoin sul mercato spot, è sufficiente scambiarlo per dollari mantenendo il suo valore, mentre facendo short sui mercati dei derivati si guadagna in ogni punto della sua caduta.

Come si può vedere, non c’è  nemmeno bisogno di operare con dei bitcoin reali. Il paradosso dei derivati è che puoi fare trading per miliardi di dollari moltiplicati per la leva del 100x, ma nessun bitcoin si muoverà. Inoltre, lo scambio in cui hai fatto un profitto, dietro dei bitcoin reali potrebbero non essere affatto reali.

Quali sono i vantaggi dei derivati?

In primo luogo, i derivati contribuiscono a coprire i rischi del prezzo senza utilizzare l’asset reale. Ciò è chiaramente evidente nell’esempio delle opzioni e dei contratti senza scadenza.

Per l’acquisto di un futures in consegna a giugno per l’equivalente di 7500 dollari, si potrebbe avere una perdita se il tasso diminuisse al momento dell’acquisto. Se il tasso diminuisce, è possibile aprire una posizione corta utilizzando solo 1/10 della quantità di bitcoin e chiudere rapidamente la perdita sui futures.

Se il prezzo recupera dopo la caduta alla data di scadenza dei futures, si ottiene invece un profitto aggiuntivo.

In secondo luogo, coloro che non hanno bitcoin reali possono scambiarli e guadagnare grazie ai derivati. Le operazioni in apertura diventano parte dei volumi totali degli scambi e aumentano la liquidità sul mercato.

Più liquidità, minore è la volatilità.

Man mano che il numero di trader crescono,  il potere dello scontro tra acquirenti e venditori contribuisce al restringimento dello spread.

In terzo luogo, i derivati rappresentano una delle principali condizioni per gli investitori istituzionali di entrare nel mercato, con una vasta gamma di strumenti per la gestione dei asset di criptovaluta.

Grazie ai futures e le opzioni bitcoin su CME e Bakkt è possibile coprire maggiormente i rischi, ed ecco perchè investitori anche istituzionali, sono di fatto entrati nel mercato.

Se questo ha in qualche modo potuto causare il crollo del Marcketcap del 2018 non lo sappiamo con certezza, ma secondo l’ex capo del CFTC Christopher Giancarlo, l’amministrazione di Donald Trump ha provocato il crollo del mercato crypto nel 2017, lanciando il commercio dei futures bitcoin su CME.

Bitcoin derivati e volumi di trading:

Ora che abbiamo capito cosa sono i derivati, possiamo passare all’analisi del loro impatto sul mercato delle criptovalute. Prima di tutto, è necessario valutare quanto il mercato è “macchiato” in derivati, confrontando i volumi di trading con il mercato spot.

Secondo il sito web del Blockchain.com, i volumi di scambio di contratti spot per bitcoin, per dirla semplicemente quelli che scambiano bitcoin reali al 23 aprile era più di 102 milioni di dollari.

Il maggior volume di trading di monete è stato registrato il giorno 8 dicembre 2017 per un valore pari a  4,95 miliardi di dollari.

 

Diamo un’occhiata al mercato dei derivati.

Il volume medio di trading giornaliero sulle principali piattaforme che offrono trading in contratti senza scadenza, inserendo futures, così come le altre opzioni, è in media di 12-13 miliardi di dollari al giorno.

Andamento dei mercati dei derivati e conseguenza sul prezzo di bitcoin

I volumi di scambio di trading sugli exchange Deribit, OKEx, LedgerX, CME e Bakkt è in media 55-60 milioni di dollari, con il volume medio di trading spot, che si attesta tra i 100-120 milioni USD.

volumi di trading bitcoin

È palese che dal 2014, il volume del trading bitcoin è in crescita, ma grazie all’avvento di piattaforme di trading a gestione di derivati, verificatasi negli ultimi 3 anni, i volumi sono semplicemente saliti alle stelle.

Secondo il servizio Coingecko il volume record di trading è stato registrato l’11 02  2020 per un valore complessivo pari a più di 80 miliardi di dollari, proprio il giorno successivo bitcoin è salito a 10.500 dollari, che ha rappresentato il valore massimo del 2020.

È interessante notare che, nel dicembre 2017, quando il bitcoin è salito a 19.800 dollari, il volume di trading record è stato registrato l’8 dicembre, con un valore che era poco più di 24 miliardi di dollari, esattamente quasi 3,5 volte piu’ basso rispetto al record del febbraio 2020.

prezzo del bitcoin dal 2017

Quali sono le conclusioni ?

Il mercato dei derivati in crypto è centinaia di volte più grande del mercato spot trading (scambio del BTC reale). In effetti, questo non è sorprendente ed una situazione del tutto analoga si sta verificando nel mondo dei beni tradizionali.

I derivati hanno un impatto sul mercato? Sì certo!.

Basta guardare l’indice di volatilità bitcoin, che è in calo di anno in anno.

impatto dei derivati sul mercato dei bitcoin

In che modo i derivati influenzano il mercato cripto?

Con l’avvento dei derivati sono state aperte possibilità per investitori di grandi capitali di fare short su bitcoin, e guadagnare. È probabile che lo scambio di CME lo abbia fatto con il sostegno dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Allo stesso tempo, non è stato necessario spendere somme esorbitanti, ci sono voluti 15-20 miliardi di dollari al fine di sgonfiare la bolla BTC, potenzialmente minacciosa per la politica monetaria della Fed.

ANALISI DI UNA BOLLA

Prestiamo attenzione alla crescita di bitcoin tra 18 novembre e 17 dicembre 2017.

Ai traiders c’è voluto un mese con un volume medio di trading day pari a 8 miliardi di dollari, per aumentare il prezzo e portarlo da 7.500 a 19.800 dollari.

Il primo crollo dai valori di picco si è verificato con volumi dell’ordine di 15 miliardi di dollari.

Fino a metà gennaio, i volumi di trading si sono aggirati tra i 12 e i 20 miliardi di dollari.

Per abbassare il prezzo pari al di sotto di 10.000 dollari, è stato necessario uno sforzo pari a 450 miliardi di dollari in volumi di trading e questo nonostante il fatto che il volume massimo di trading di bitcoin reale sul mercato di scambio sia stato registrato solo l’8 dicembre 2017, con un valore che in quel momento si aggirava a quasi 5 miliardi di dollari … cioè almeno 100 volte di meno.

Quando il mercato fu di umore ribassista, il prezzo di btc è stato abbassato grazie a tre situazioni ben definite:

1. Dal 1 febbraio al 6 febbraio 2018 – volume di trading in media era 54 miliardi di dollari, 9 miliardi di dollari al giorno. Il tasso di bitcoin è sceso da 10.000 a 5900 dollari.

2. Dal 9 giugno al 29 giugno 2018 – volume di trading in media è stato di 84 miliardi di dollari, – 7,63 miliardi di dollari al giorno. Il tasso di cambio del bitcoin è sceso da 7.700 a 5750 dollari.

3. Dal 14 novembre al 25 novembre 2018 – volume di trading 56 miliardi di dollari, in media – 4,6 miliardi di dollari al giorno. Il tasso di cambio del bitcoin è sceso da 6.300 a 3.150 dollari.

In questo modo sembrerebbe che i grandi investitori abbiano avuto l’opportunità, non solo di guadagnare sulla caduta del tasso, ma anche di manipolare il tasso stesso. Si scopre che coloro che una volta consideravano il mercato crypto un settore di manipolatori e truffatori, alla fine potrebbero essere stati gli stessi artefici dell’arteficio sul tasso di cambio, a questo punto sembra violentemente manipolato…  regalando il crypto “inverno” del 2018!.

Contributo di IVAN Ukraine a Bitconio.net 

 
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