In Italia la casa si paga in bitcoin (di Laura Giannoni)

Criptovaluta in atto notarile grazie a risoluzione Agenzia Entrate

Non accade negli Emirati Arabi Uniti né nella Silicon Valley: è l’Italia il primo Paese al mondo in cui si potrà acquistare una casa in bitcoin, la criptovaluta amata per i guadagni e le transazioni facili quanto discussa per gli utilizzi a volte illeciti. L’annuncio è stato dato oggi da una società del settore immobiliare, il Gruppo Barletta, che permetterà di pagare con la moneta virtuale i 123 appartamenti di un edificio riqualificato nel quartiere San Lorenzo a Roma. La novità è resa possibile da una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del settembre scorso, che ha di fatto riconosciuto i bitcoin come una valuta straniera, rendendo quindi possibile usarla in un atto notarile. Per incentivarne l’uso la società, che scommette su un portfolio in bitcoin, si è offerta di accollarsi le spese d’agenzia e notarili, consentendo un risparmio tra i 15 e i 45mila euro, in base al taglio degli immobili, all’acquirente che sceglierà il nuovo metodo di pagamento.
“Siamo la prima società immobiliare al mondo che vende in bitcoin e abbiamo deciso di farlo per tre ragioni: crediamo nei bitcoin; possiamo perché l’Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta; ci sono centinaia di giovani possessori di bitcoin, milionari, che potrebbero decidere di investirne una piccola parte in una casa”, ha spiegato Paolo Baretta, giovane Ceo del gruppo. Ma l’offerta si rivolge anche a chi non ha un tesoretto in criptomoneta e decide di dotarsene temporaneamente per risparmiare sull’acquisto dell’appartamento.

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Andrea Belvedere

Ricercatore e consulente indipendente, crypto attivista.

Andrea Belvedere