Oltre i bitcoin, gli innumerevoli usi della blockchain

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La tecnologia blockchain, alla base delle criptomonete, sta dimostrando nel mondo e, al mondo! di avere innumerevoli applicazioni d’uso, oltre al bitcoin!

Dalla finanza alla sanità, dal controllo dei diritti d’autore alla vendita immobiliare fino all’esplicitazione del consenso ai rapporti sessuali… e solo per citarne alcuni 🙂 + (aggiornamento: la gestione delle merci, burograzia e spedizioni)

Sicura, veloce, trasparente e decentralizzata, letteralmente significa «catena di blocchi». Nasce nel “lontano 2008” insieme ai bitcoin ma è ben oltre ad essere “semplicemente” un sistema per transazione di denaro. Sono sempre più numerosi i suoi possibili utilizzi, ben oltre l’economia finanziaria.

Per le sue caratteristiche può rivoluzionare (ha già rivoluzionato!) ogni forma di transazione e accordo tra persone.

Non ci sono intermediari, tutti i «nodi», ovvero gli utenti che partecipano, lo sono. Ogni singolo spostamento viene registrato su questo grande registro online (come un libro mastro) che chiunque può visionare, verificare ed approvare. Assicurata dalla crittografia (per le operazioni radunate nei «blocchi» incatenati tra loro) e da sistemi complessi di sicurezza (per gli utenti) le chiavi sono in mano nostra: una è pubblica, per mostrare i movimenti, l’altra è privata per proteggere la nostra identità e tenere al sicuro (come in una cassaforte) i nostri fondi.

Vendere case sulla blockchain

I tentativi di portare la blockchain nella vita quotidiana sono già molti. Un caso interessante si chiama Propy, una piattaforma per concludere contratti «smart» sulla blockchain Ethereum (questa creata nel 2015). Per mettere in vendita, ad esempio, un appartamento, invece di affidarsi a un’agenzia immobiliare si può sfruttare Propy per raggiungere potenziali compratori in tutto il mondo. L’ambizione è di poter far a meno dei notai, di documenti o attestati di proprietà. Gli immobili possono essere venduti tramite blockchain.

Molti altri “esperimenti” sono già partiti. Maggiormente, nel mondo, si sarà consensus a queste tecnologie sicure e immodificabili, più saremo liberi nelle nostre scelte ma dovremmo anche, esserne consapevoli!

 

Energia e la blockchain

La blockchain Ethereum è alla base di molti progetti legati all’Energia, uno di questi denominato ImpactPpa, parte del gruppo americano WindStream Technologies, che possiede generatori di energia sostenibile in tutto il mondo. Il «tempo» di produzione è «affittabile». L’utente compra qualche ora (o giorno) di elettricità e immediatamente la sua casa, o quella di chiunque lui voglia nei 35 Paesi in cui ImpactPpa è attiva, viene illuminata.

Il progetto SolarDAO si pone invece come obiettivo principale la costruzione di impianti fotovoltaici intorno al mondo ed espandere la capacità produttiva di energia da fonte innovabile permettendo a chiunque di investire ed usufruire della stessa profittabilità che hanno i grandi investori nonchè con un sistema di voto concordare tutti insieme le decisioni da prendere.

Tanti tipi di «smart contract»

Con la blockchain Ethereum sono stati introdotti i cosiddetti «smart contract»: software sviluppati ed erogati attraveso la blockchain dove sono registrate delle regole che non potranno mai, essere modificate. Il programma ha il compito di verificare che chiunque vi abbia aderito, rispetti le regole stabilite.
C’è chi sta usando questo strumento per creare assicurazioni dedicate al mondo della sharing economy, come la startup londinese SafeShare. C’è anche chi ha pensato di sfruttarlo per rivoluzionare le relazioni sentimentali… l’azienda olandese LegalThings sta lanciando l’app LegalFling, «Flirt legale», che serve ad esplicitare il proprio consenso prima di un incontro sessuale. Lo scopo dichiarato è quello di ridurre le controversie a seguito di un incontro di passione, dal revenge porn alle accuse di molestie, con un sistema che possa provare la piena consapevolezza dei partner prima e dopo l’amplesso. Una contratto vincolante tra le parti, dove ogni termine viene registrato sulla blockchain tanto da impedire accuse e recriminazioni in itinere.

Il settore sanitario e la blockchain

Se, nel leggere dei flirt legali ti è venuta qualche perplessità su queste “nuove” tecnologie, è probabile che molte altre ti vengano quando si parla di memorizzare all’interno dei blocchi la propria condizione di salute. La proposta di una startup messicana, Bowhead, è quella che, tramite un’applicazione e dei dispositivi collegati alla blockchain è in grado di monitorare ogni parametro fisico, salvando le informazioni in un posto sicuro e permettendo, previo consenso, alle aziende ospedaliere o centri di ricerca di averne accesso immediato.

La burocrazia su blockchain

Dal lato privato al lato pubblico. Sono moltissimi gli Stati che stanno studiando queste tecnologie. Soluzioni per abbattere la complessità (e i tempi) della burocrazia ma anche come possibile strada per votazioni elettroniche, sicure e non manipolabili. L’Estonia, ad esempio, sta costruendo il primo «e-Stato» al mondo e forse, avrà anche la sua currency «EstCoin»dal sistema pensionistico al fisco, tutto sulla blockchain. A prova di qualsiasi attacco e alterazione.

La gestione delle merci, burocrazia e spedizioni

La tecnologia Blockchain è utilizzata anche con sistemi “centralizzati” nel qual caso sono i “fornitori” a dettarne le caratteristiche di sicurezza nonchè di responsabilità. L’accordo stipulato tra la compagnia marittima danese Maersk Line e IBM ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza e della sicurezza del trasporto mercantile. Per comprendere l’importanza e la dimesione di questo progetto, si noti che Maersk Line trasporta attraverso l’intero mondo circa 1/4 di tutti i container che vedete in giro. Per la seconda metà del 2018 il loro servizio dovrebbe venir offerto a porti ed operatori di tutto il mondo e che vede già coinvolte e interessate aziende del calibro di  DuPont, Dow Chemical, Tetra Pak, Port Houston e Rotterdam Port Community System Portbase nonchè General Motors e Procter and Gamble, Apm Terminals e PSA International.

per approfondimento: bloomberg.com

Il trasporto delle merci via mare è talmente esteso e strutturato da avere una delle burocrazie più corpose. Facendo una media dei numerosi studi governativi, universitari e imprenditoriali, lo shipping muove il 60 per cento del Pil mondiale, l’80 per cento delle merci – per un valore di circa 4 mila miliardi – e la sua logistica costa ogni anno quasi 2 mila miliardi. Una logistica del trasporto di queste dimensioni genera una quantità abnorme di documenti, perlopiù cartacei, che possono anche arrivare a costare più della spedizione, anche se mediamente, su un viaggio da 2 mila dollari, 300 (15% del valore del cargo) sono per le bolle doganali e i nulla osta sanitari.

Spedire un collo di fiori dal porto di Mombasa a quello di Rotterdam comporta almeno 200 comunicazioni tra una trentina di persone (reali e giuridiche): società di spedizione, brokers, governi, autorità portuali e armatori. Si comincia con l’autorizzazione di tre agenzie. Altri sei documenti descrivono, tra le altre cose, il trattamento fitosanitario ricevuto, la qualità del prodotto e le tariffe applicate. Il container non ha ancora lasciato Mombasa. Con la blockchain si potrebbe notificare il tutto su un unico back-office, su desktop, in diretta, nel momento in cui vengono compiute e, soprattutto, approvate nel momento in cui sono condivise. Parallelamente, sempre su un back-office “blockchainato”, il porto di Mombasa riceverebbe il responso sulle ispezioni sanitarie dei fiori, lo stato delle celle frigorifere del container, la messa in carico sul camion e l’approvazione delle autorità doganali.

Un’unica catena di eventi in un unico posto per processi che normalmente si attivano settimane prima della partenza e che qui, potrebbero esser tutte gestite in mezz’ora.

Un registro a prova d’imbrogli

Su questi registri si possono memorizzare, e quindi conoscere e verificare, l’intera vita (ciclo) ad esempio, di un prodotto che si compra o del cibo che si mangia, un database che sta tentando di costruire la startup inglese Provenance. E’ anche possibile assicurarsi la proprietà intellettuale di un proprio manoscritto, come nel progetto Alexandria oppure dare “prova dell’esistenza” di un testo online (per dimostrarne la paternità), come nel progetto Po.et (già pronto anche il plug-in per WordPress, la più famosa e diffusa piattaforma di blog al mondo), oppure ancora quello delle proprie fotografie, piano di Kodak.

 

La blockchain, un sistema nato nel mondo della finanza e di cui primo protagonista è stato il bitcoin che, sempre di più, sta dimostrando di poter ospitare infinite interpretazioni e innovazioni… quale sarà la tua?

 

 

 
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