COME FUNZIONA BITCOIN


Utenti indirizzi e chiavi private.

Il sistema pensato da Nakamoto, prevede che ogni utente possa avere uno o più indirizzi Bitcoin e una chiave privata. A ciascun indirizzo sono collegate monete di proprietà che possono essere spese solo dalla persona che possiede la chiave privata.

Una volta eseguita la transazione, questa viene propagata da tutti i computer che fanno parte del network Bitcoin e che verificano che l’utente possegga effettivamente quel denaro. Ciò avviene solo consultando il registro pubblico delle transazioni in bitcoin che ogni computer deve possedere per partecipare al network. Quando la spesa è confermata, questa viene registrata in una lista contenente un insieme di transazioni chiamate blocchi, esattamente come aveva pensato ed immaginato Dai Wei, con il progetto b-money.

Per aggiungere il blocco al registro comune, si avvia una specie di gara computazionale tra tutti i computer che partecipano al network, quello che vince questa competizione conferma il blocco con tutte le transazioni, che in questo modo sono validate da tutti i computer connessi alla rete. Tutti indistintamente accettano la decisione ed aggiornano il proprio registro.

Chi vince riceve un premio in nuovi bitcoin (inizialmente erano 50, ma il premio dimezzato ogni 210mila blocchi, pari esattamente a 4 anni, oggi è pari a  6,25) un incentivo economico, un processo virtuoso completamente autoregolato, a cui chiunque può partecipare  installando sul proprio computer un software open source che contiene la storia delle transazioni. Questo lavoro è svolto da computer chiamati NODI, che sono incentivati economicamente a svolgere questa funzione, perché risolvendo per via informatica un complesso puzzle matematico, ottengono in cambio una ricompensa in bitcoin.

Inizialmente i nodi erano solo due (quello di Satoshi e quello di Flynn), poi se ne aggiunse un terzo, che ha scaricato tutto il libro mastro e così avanti fino a migliaia. Il file che contiene tutti i blocchi con le transazioni, si chiama Blockchain e conserva lo storico dei partecipanti alla rete, a partire dalle semplici transazioni, alla creazione di un wallet, dall’inizio dei “tempi” ai giorni nostri.

Tutte le volte che un blocco di transazioni è approvato e validato dai NODI della rete, questo viene collegato al blocco precedente attraverso un hash, che da la certezza che nessuno potrà mai manomettere i dati registrati, generando in questo modo una catena di blocchi chiamata appunto Blockchain.

 
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