I progenitori di bitcoin… dalle sue origini


denaro digitale privacy dei cittadini

In questo post vogliamo ripercorrere le fasi che hanno portato alla nascita di bitcoin, evidenziando i principi di denaro digitale e privacy dei cittadini.

Tutto ha inizio con David Chaum, docente di Informatica all’università di Berkeley ed esperto di crittografia, nel 1985 aveva pubblicato un paper – intitolato “Sicurezza senza identificazione: sistemi di transazione per rendere il Grande Fratello obsoleto” – in cui discuteva la possibilità di creare una forma di denaro digitale che proteggesse la privacy dei cittadini.

Fu eCash il primo esperimento di valuta crittografica concepita proprio da David Chaum, considerato un vero e proprio astro nascente dagli imprenditori digitali dell’epoca, che attraverso l’azienda che aveva fondato nel 1990, DigiCash, aveva avviato un promettente sistema per micropagamenti. Ma nel 1999 tutto il progetto fallisce, così come la prima vera sperimentazione di valuta digitale.

Sebbene vi fu un fallimento del progetto per cause in parte indipendenti da fattori tecnologici, è da sapere che se anche ogni singola persona al mondo avesse usato eCash per le proprie transazioni, le banche sarebbero comunque state sempre necessarie per confermare ogni operazione, fossero avvenute su quella piattaforma. Cio’ escluse a priori che eCash sarebbe stato il progetto decentralizzato e libero che tutti stavano aspettando.

Mentre eCash sprofonda verso un definitivo fallimento, negli stessi anni un tizio di nome Adam Back, appassionato di crittografia, stava perfezionando un nuovo sistema di pagamento digitale, chiamato Hashcash.

Hashcash presentato nel 1997, sistemava uno dei problemi alla base dei progetti di denaro digitale: l’apparente impossibilità di creare un file digitale, che non potesse venir copiato senza sosta e per risolvere questo problema, Back si affidò alla crittografia. Grazie all’utilizzo di complicatissimi elaborazioni matematiche, che dovevano sfruttare il potere di calcolo dei computer (la cosiddetta proof-of-work), si assicurò che il conio della moneta avvenisse in un certo tempo, che avesse un costo (energetico) e che fosse limitata.

Sebbene Hashcash rappresentò una vera e propria innovazione nell’ambito delle prime valute digitali, uno dei problemi di cui il progetto soffriva era che Hashcash poteva essere usata per una sola transazione. I partecipanti erano obbligati a creare nuove monete ogni volta che volevano fare transazioni e sebbene l’idea era notevole tutto ciò rese Hashcash un progetto poco pratico.

Il progenitore più diretto di bitcoin

Furono tuttavia le intuizioni di Adam Back a dare il là per la nascita di b-money, considerato uno dei più importanti progenitori di bitcoin, elaborato dallo studente di Scienze Informatiche presso la Washington University, l’intraprendente Dai Wei.

Nella soluzioni proposta da Dai Wei, tutti i partecipanti mantengono copie separate dello stesso libro mastro (in cui sono scritte le transazioni tra individui) e ogni volta che viene effettuata una nuova transazione, tutti aggiornano i propri record sul rispettivo libro, in questo modo è impedito a qualsiasi singola entità di bloccare le transazioni, offrendo così un livello di privacy e disintermediazione, a tutti gli utenti.

Concettualmente b-money, non è dissimile al funzionamento della Blockchain, un registro decentralizzato, totalmente disintermediato e non controllato da nessuna entità, che rende possibile l’esistenza di bitcoin stesso. Tuttavia come Dai ebbe modo di spiegare bene, b-money non risolve il problema della doppia spesa:

“Alice avrebbe potuto inviare due unità b-money sia al B di Bob che al C di Carol contemporaneamente, trasmettendo queste transazioni a parti diverse della rete e sia Bob che Carol avrebbero potuto scoprire in seguito, che metà della rete non avrebbe riconosciuto i loro equilibri”.

Davvero un bel problema !

Sebbene b-money fu ulteriormente sviluppato, con la versione b-money 2, questo progetto non venne mai realizzato, ma b-money, eCash e Hashcash, gettarono le basi per la realizzazione di successivi progetti, come RPOW (Reusable Proofs of Work) realizzato da Hal Finney che fù anche uno dei primi contributori di bitcoin, ricevendo dallo stesso Satoshi la prima transazione della storia.

Hal Finney scienziato ed attivista informatico, elaborò una importante novità tecnologica chiamata RpoW capace di risolvere tra le altre cose, l’annoso problema della doppia spesa. Per ultimo, ma non per ordine di importanza, lo stesso progetto Bit gold  proposto da Nick Szabo nel 1998, fu considerato uno dei primi tentativi di creare una valuta digitale decentralizzata.

In questo senso ci sono molte somiglianze tra l’architettura di Bitcoin e la proposta di Bit gold, in particolare nei meccanismi tecnici utilizzati per elaborare le transazioni e proteggere la rete decentralizzata. Proprio per questo motivo Bit gold spesso viene considerato il diretto precursore del protocollo Bitcoin di Satoshi Nakamoto.

 
Resta aggiornato con la Newsletter Settimanale