Ripple e XRP: l’Internet of Value – PRIMA PARTE

Un viaggio nel funzionamento di RippleNet e di come XRP si inserisce nella visione globale di Ripple

Dopo aver fatto luce sulla differenza tra Ripple e XRP è giunta l’ora di illustrare come Ripple intende utilizzare le potenzialità di questo asset digitale.
Riprendendo parzialmente quello che ho scritto la scorsa volta, Ripple è nata per trovare vari casi d’uso per XRP, e si sta concentrando in particolar modo sul trasferimento globale di pagamenti.

Questo articolo (diviso in due parti) vuole essere la colla che unisce tutti quelli precedenti, prima di proseguire vi consiglio di leggere almeno:
Come funziona il protocollo di consenso
– XRP, il più grande exchange decentralizzato del mondo
Ripple non è XRP: quali sono le differenze

Il problema dei pagamenti oggi

Spesso ci abituiamo talmente tanto a come funzionano le cose, che non intravediamo un modo per migliorarle.
Ripple ha intravisto un potenziale analizzando come funzionano i pagamenti oggi. Fateci caso: se voglio spedire un SMS in Brasile bastano pochi secondi, se devo spedire una mail in qualsiasi parte del mondo sono confidente che in meno di un minuto sia arrivata a destinazione.
Possiamo mandare in streaming dei video addirittura sulla stazione spaziale internazionale…

Per quale ragione allora se devo fare un bonifico in Giappone devo aspettare 3-6 giorni? Non è assurdo?
Tutto il mondo è così interconnesso che ormai qualsiasi trasferimento di informazione è immediato, ma così non accade per i pagamenti!

L’internet of Value è proprio quello che Ripple sta tentando di creare: muovere i soldi come oggi si muove l’informazione!
Mandare del valore da una parte all’altra del mondo non dovrebbe essere più complicato di mandare un SMS, invece non è così… analizziamo quali sono i problemi principali che ostacolano e rendono complicato spostare denaro in tutto il mondo.

Cosa significa muovere del valore al giorno d’oggi

Ma effettivamente cosa significa spostare del valore da una persona ad un un’altra?
Prendiamo il caso che ho accennato, supponiamo di voler spostare 100 euro e mandarli a nostro figlio che sta studiando in Giappone.

I nostri 100 euro dovranno arrivare in Giappone, e prima di essere depositati sul conto corrente finale dovranno anche essere convertiti in Yen (circa 13.000).
Al giorno d’oggi esistono molti intermediari, che possiamo riassumere in:

Banca di origine –> Banca Centrale –> Banca che ha almeno un conto corrente in Euro e contemporaneamente un conto in Yen –> Banca Centrale Giapponese –> Banca di destinazione

Ovviamente la situazione non è sempre questa… possono esserci meno intermediari, o addirittura molti di più a seconda del paese di destinazione.

Ognuna di queste banche spesso e volentieri possiede un sistema diverso per ricevere/spedire pagamenti, e ovviamente ognuna di queste possiede un registro di trasferimento.
A conti fatti i soldi non si muovono fisicamente, ma semplicemente viene “aggiunta una spunta” sul registro di ogni banca quando il trasferimento “passa di lì”.
Il trasferimento è completato quando tutte le istituzioni finanziarie su percorso hanno aggiornato il loro registro.

Al giorno d’oggi il sistema più diffuso per trasferire denaro si chiama SWIFT. Lo avrete sentito ancora nominare, perché il codice BIC del vostro conto corrente viene spesso denominato anche “Codice SWIFT”.
Non è altro che un identificativo globale della vostra banca su questo sistema.

Questo processo richiede giorni, ed è spesso soggetto ad errori. Un recente studio interno ha stimato un errore di trasferimento giornaliero del 6%-10%
Provate solo ad immaginare se il 6% delle mail che spedite ogni giorno si bloccasse da qualche parte… la stessa cosa per i messaggi che mandate su WhatsApp o Telegram… non sarebbe assurdo?
Ecco per i pagamenti accade ogni giorno… e su SWIFT vengono movimentati qualcosa come 5 Trilioni (si, trilioni) di dollari al giorno… fate un po’ voi!

Ma i problemi non si fermano qui

Lasciamo da parte un’attimo la poca efficenza del sistema… ci sono altre problematiche che in un sistema del genere non possono essere evitate:

Ogni intermediario non lavora gratis, vuole la sua parte: più intermediari ci sono e più commissioni sono necessarie. Tra l’altro non è sempre possibile calcolare le commissioni precise prima che il pagamento parta, magari un intermediario ha alzato le tariffe, ma la banca sorgente non lo sa.

Questo sistema non è bidirezionale: per una banca mandare soldi con SWIFT equivale a mandare una busta qualsiasi tramite le poste… una volta spediti i soldi non esiste quasi mai la tracciabilità… si spera che vada tutto a buon fine.
Spesso ci vogliono giorni per “sapere qualcosa”, e ancora di più a trovare un eventuale problema che ha bloccato un pagamento.

– Quando ci sono da convertire delle valute, bisogna appoggiarsi a delle grosse banche che possono permettersi di possedere i così detti “Nostro/Vostro Account“.
Sono dei conti correnti di appoggio, spesso messi in piedi da accordi bi-laterali tra banche di diversi paesi.
Nel nostro esempio una banca europea dovrà aprire un conto in YEN in una banca partner giapponese. A sua volta la banca giapponese aprirà un conto in Euro in Europa tramite la sua partner.

Questi conti correnti sono molto costosi e devono sottostare a delle regole precise e molto rigide. Sono delle sorte di “piscine” di bilanciamento tra stati.
Se tot euro entrano da una parte, allora tot Yen devono uscire dall’altra e viceversa.

Questi soldi sono letteralmente congelati, e possono essere utilizzati solo a questo scopo.
Solo delle grosse banche possono permettersi di gestire un meccanismo del genere, il costo è molto elevato per varie ragioni tra cui:
– per giungere ad un accordo bilaterale servono in media 68-70 mesi
– ogni tre mesi circa devono essere fatti degli audit indipendenti su questi conti, per garantire che non siano entrati/ usciti più soldi del dovuto
– Il denaro è soggetto ad inflazione, mantenere questi conti è molto costoso anche per questo motivo.
– Perche il sistema globale funzioni, i conti Nostro/Vostro al giorno d’oggi contengono più di 27 Trilioni di dollari… si, anche questa volta non mi sono sbagliato: Trilioni!

Questo meccanismo quindi crea anche molta discrepanza all’interno del circuito bancario internazionale: siamo abituati a vedere le banche come istituzioni tutte uguali, quando in realtà esistono istituti finanziari di serie A e di serie B.
Anche in questo mondo insomma esistono delle pesanti differenze, e molte istituzioni si trovano a dover pagare banche più grosse per portare a termine un trasferimento.

Non mi importa: tanto con la carta di credito il pagamento è immediato!

Tu credi?
In realtà per quanto possa sembrare assurdo, anche le carte di credito si appoggiano a questo sistema lento e inefficiente.
Il “giochetto” sta nella sottile differenza tra pagamento e settlement.
Quando strisciamo la carta di credito effettuiamo un pagamento, che possiamo riassumere in “in realtà i soldi non si sono spostati di un millimetro, sono solo stati prenotati“.
Il settlement invece accade quando tutte le banche che gestiscono la movimentazione hanno aggiornato i loro registri, a questo punto i soldi sono stati realmente trasferiti da una parte all’altra… questo processo richiede sempre molti giorni (sperando che non ci siano errori)!

Lo potete verificare voi stessi: appena fate una strisciata andate a consultare il riepilogo delle transazioni sul sito della vostra carta di credito: spesso la descrizione del pagamento è molto blanda, o addirittura prima di 2-3 giorni nemmeno compare!
Quando invece il settlement è avvenuto, i dettagli sulla transazione sono completi (con tanto di numero di POS che avete usato e tanto altro).

Insomma, l’infrastruttura attuale che gestisce la movimentazione di denaro mondiale è obsoleta e non riesce più a gestire le esigenze di oggi.
SWIFT è nato negli anni ’70, e fondamentalmente da allora nulla è cambiato.

Sempre più persone viaggiano per il mondo, per piacere, per lavoro o per necessità… è doveroso garantire un’esperienza fluida nella gestione del denaro, che sia rapida ed economica e che dia una sicurezza di delivery vicina al 100%.
Senza contare ovviamente il settore business: effettuare pagamenti all’estero sta diventando sempre di più un grattacapo per molte aziende.
Garantire che tutti i fornitori vegano pagati velocemente e senza errori, indipendentemente da dove si trovino nel mondo, è diventata una priorità!

Con un sistema così vecchio è diventato un problema: Uber ha più volte affermato che se un guidatore non viene pagato per un errore di trasferimento, il pagamento viene spedito di nuovo, perché indagare le cause del blocco è troppo costoso e richiede troppo tempo!
La velocità ed efficenza dei pagamenti è diventata quindi anche un problema di immagine, e molte aziende per non perdere la faccia preferiscono rimandare dei soldi per non perdere troppo tempo e dare un’idea di poca efficenza!

Amazon ha un team di più di 350 persone che si occupano di pagamenti, perché in ogni paese esistono decine di circuiti di pagamento diversi, e alcune banche si appoggiano sono ad alcuni di essi.
E’ necessario quindi creare dei “connettori” personalizzati per ogni network di pagamento, e al giorno d’oggi tutta questa fatica è a carico dell’azienda. Non esiste uno standard internazionale per dire “paga tizio tot euro a questo indirizzo”.

E’ necessario un cambiamento radicale all’infrastruttura!
Ripple lo sta facendo proponendo a banche, istituzioni finanziarie e remittance provider tre prodotti che si appoggiano allo standard Interledger Protocol: xCurrent, xRapid e xVia.
Illustrerò dettagliatamente ognuno di questi nella seconda parte di questo articolo!

Buona Settimana!

Matteo Granuzzo

System Integrator, installo e configuro server dalla mattina alla sera! Appassionato di blockchain e particolarmente di XRP

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Matteo Granuzzo